Coach = motivatore?

Coach = motivatore?

Il coach è un motivatore? No e sì. No perché il suo focus è l’obiettivo, sì perché la motivazione è un passaggio obbligato verso il risultato

Per imparare qualcosa, per modificare un comportamento, per intraprendere una nuova strada, occorre essere motivati. Da cosa nasce la motivazione e da cosa è alimentata?

Da un bisogno o da un desiderio. L’esigenza o l’aspirazione spingono a fare, ad agire, a trovare la forza che è in ognuno e quindi a cercare di raggiungere l’obiettivo o la meta.

Ma…ma ci sono filtri che condizionano questa spinta, vediamo quali possono essere:

  • I valori la somma di principi, regole ed educazione che ci rendono differenti l’uno dall’altro e che ci fanno ragionare, agire e comportare in un modo anziché in un altro
  • Le risorse: vivere nell’agiatezza è molto diverso che far fatica a sbarcare il lunario; nascere in un ambiente culturalizzato è ben diverso che vivere in una situazione di sotto cultura o addirittura di ignoranza; e così via per intelligenza, doti fisiche, contesto esterno, ecc.
  • La convinzione: talvolta si crede di avere un bisogno od un desiderio, che però non sono così forti, così intimamente presenti
  • Le precondizioni: un limite oppure un’opportunità a far crescere le proprie motivazioni. Ad esempio, se uno vuol fare l’atleta deve prima studiare; oppure se vuol fare il medico deve fare prima bene il liceo.

Questi filtri condizionano e guidano le scelte e le azioni, che sotto la spinta della motivazione, si risolvono in comportamenti.

 

La motivazione si può appellare in vari modi: grinta, cattiveria di gioco, determinazione, tenacia, volontà ferrea, fissazione, passione, etc.  Tutte cose che vengono da dentro, e non da fuori.

Quel che conta però è la differenza tra l’averla o il non averla.  Mille esempi ci chiariscono il concetto: una ballerina senza braccia, un atleta paraplegico, un famoso scienziato completamente immobile ed incapace anche di parlare, e migliaia di esempi che possiamo trarre dai social network o dalla vita quotidiana.

In conclusione, se vuoi fare una cosa trovi il modo di farla, se non vuoi veramente farla trovi una scusa.

Qui si inseriscono il coach, e l’insegnante capace di fare il coach, ovvero non solo di insegnare. Qui si inseriscono le metodologie di self coachingNell’aiutare il coachee a trovare la sua personale motivazione, alimentandola e sostenendola nel tempo. In modo da valorizzare le risorse presenti e ridurre il peso dei filtri negativi eventualmente presenti.

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La nostra scuola è molto attenta proprio nello sviluppare la motivazione. Nel cogliere quegli elementi dell’allievo che possono aumentare la sua determinazione e il suo desiderio di migliorare, o addirittura di eccellere.

Lo stesso discorso vale per altri centri di eccellenza nello studio. Le presenti considerazioni sono una sintesi di quanto presentato ai laureandi dell’Università Bocconi da Ernesto Cacace.

 

 

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