Etica, coach, counselor

Etica, coach, counselor

Solo l'etica può pareggiare l'asimmetria del rapporto fra il professionista e il suo cliente. Ecco il perché della metafora del pane quotidiano.

Si parla molto di etica, ma si pratica troppo poco.

  • Ci si scandalizza per le mancanze etiche degli altri, ma poco impegno si dedica a migliorare il sistema etico che parte dalla propria persona e riverbera su tutto il contesto di appartenenza.
  • Si trascura per pigrizia, o per mancanza di fiducia o anche perché non si ha chiaro su cosa sia l’etica realmente.
  • Ad alcuni appare come una teoria astratta e utopistica.
  • In verità è una disciplina molto concreta che si occupa dei comportamenti quotidiani di tutti noi e cerca di discriminare tra le azioni che creano valore per la società e quelle dannose per la comunità.

L’etica è un patto sociale. In vista di uno scopo comune, i soggetti appartenenti ad una comunità (professionale, o civica, o di business) concordano di adottare alcune norme di comportamento per garantire equità e sostenibilità. E’ un regolatore della vita sociale, in quanto esplicita i criteri da rispettare per il bene della comunità intera e, di riflesso, per il singolo che ne fa parte. L’etica deve essere vissuta come un’opportunità, che va nel senso del nostro interesse e non come un ostacolo al successo.

Nel lavoro professionale l’etica è indispensabile. E’ necessario fare un uso responsabile della discrezionalità nell’impiego delle competenze.  Un sistema di comportamenti etici nella professione assicura equità nei rapporti tra utente e professionista. È opportuno, inoltre, per garantire equilibrio nella concorrenza tra colleghi e per dare il giusto premio al merito e alla qualità.

 

Infine, una considerazione che ci riguarda direttamente. Le attività di coaching e di counseling manifestano la loro efficacia e sostenibilità solo se vengono svolte in modo etico. Un’etica dichiarata e condivisa, cosa diversa da un semplice buonismo di persone perbene. Infatti, sappiamo che l’asimmetria tra professionista e utente è fisiologica: fa parte della natura dello scambio collaborativo.

Il possesso di competenze distintive costituisce un potere; esige quindi l’esercizio di criteri etici per un sano equilibrio e un’armonica sintonia.

Perciò l’etica del professionista è cruciale per orientare la collaborazione verso l’interesse comune e assicurare la sostenibilità della relazione di aiuto e il suo equilibrio.

 

Vedi anche La norma UNI e Associazioni e codici etici.

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