Scuola e Innovazione

Scuola e Innovazione

Come i fiori si appoggiano a un pergolato, così coaching e didattica hanno bisogno di strumenti e metodologie

Patrizia Cinti, che inizia con questo articolo la sua collaborazione con CoachingZone, si occupa di innovazione nelle istituzioni scolastiche, settore chiave dello sviluppo degli individui e della Società.                                 Riteniamo che le sue affermazioni sull’importanza del digitale, sulla necessità di non lasciarsi andare alle mode, sul favorire una didattica organica e non meccanicistica, sulla centratura sulla persona, valgano anche per le pratiche di coaching. Spesso lasciate all’improvvisazione, spesso carenti di aggiornamento.

CoachingZone

 

La Scuola è l’istituzione più coinvolta e centrale nella realizzazione e sviluppo della Società della conoscenza. Tanto che, nei documenti europei più recenti, si sta affermando proprio la definizione più ampia di Società della conoscenza e dell’apprendimento.

Nella Scuola che innova è indispensabile non cedere alle lusinghe delle soluzioni frammentate e di moda. Il digitale è la migliore opportunità oggi disponibile per ribadire l’importanza di interventi sostenuti da approcci teorici che pongono al centro lo sviluppo armonico e attivo dei giovani e sostengono il flusso ininterrotto del loro processo di apprendimento. Il digitale presuppone la scelta di metodologie attive e consapevolmente indicate dagli educatori per permettere l’acquisizione e lo sviluppo continuo delle competenze digitali e di cittadinanza attiva. Il digitale permette l’adozione e uso di strumenti che possono migliorare la didattica e favorire la comunicazione e la produzione di saperi nuovi.

 

Per questo, ogni intervento formativo deve essere rivolto al momento attuale e a quello di domani, che la Scuola sta contribuendo a scegliere quale protagonista primario. I punti cardine sono la consapevolezza dei vincoli (l’Italia è ultima nella classifica dei paesi OCSE per il numero dei laureati tra i 25 e 35 anni, mentre il digital divide e la scarsa cultura digitale sono problemi drammaticamente reali) ma soprattutto la forza di molte delle opportunità che possono essere colte solo con una azione di sistema, sostenibile e ad ampio spettro, capace di superare i limiti di tempo e di spazio di azioni singole e frammentate.

 

Ogni intervento formativo deve essere orientato a perseguire i seguenti obiettivi primari, strategici e operativi, compresi oggi nel Piano Nazionale Scuola Digitale:

  1. Sostenere e sviluppare l’innovazione didattica e organizzativa nella scuola:
    – adozione e sperimentazione di nuovi paradigmi centrati sulla persona, sulla relazione tra persone che comunicano e cooperano per fini condivisi
    – promozione della leadership diffusa che sostiene la responsabilità personale e condivisa
    – superamento di modelli e metodi di lavoro meccanici verso quelli organici che coniugano stabilità e flessibilità e sostengono l’azione di singoli professionisti e di team interprofessionali
    – digitalizzazione dei processi di lavoro e l’uso di sistemi per la comunicazione organizzativa efficace
  2. Individuare, ricercare e diffondere tecnologie per la didattica sostenibili:
    – realizzazione di progetti per gli ambienti per la didattica digitale
    – adozione di metodologie e processi di didattica attiva e collaborativa
    – conoscenza e diffusione delle risorse educative aperte, per gli studenti, i docenti, i professionisti tutti (compresa la conoscenza e la fruizione dei Mooc).

 

Ogni intervento formativo deve essere centrato sulle persone, sui giovani e sulle professioni che agiscono nelle scuole, partendo dalla individuazione dei problemi e delle opportunità di innovazione. Per poi giungere alla sperimentazione condivisa di soluzione a problemi ricorrenti e di attività on the job per l’innovazione declinata sulle attività reali.

Studio Cinti
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