Essere poeti o farsi “uno nessuno e centomila”?
Qual è la strada, l’atteggiamento, il metodo per fare creativamente in questo mondo di oggi? partiamo dalle tre forme in cui il fare si manifesta abitualmente.
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Ci accorgiamo subito che per la Poiesis ci vuole coraggio! (gr. ποίησις ovvero poiésis, l’arte del poeta). Platone riteneva il Poeta “creatore di mondi”, a differenza degli artisti interpreti delle altre forme d’arte che si sarebbero limitati ad imitare la natura…
✔️ Coraggio perché? Perché fare, creare ascoltando se stessi, essere Poeti, nel frastuono in cui siamo immersi non è facile, è più semplice “darsi da fare” conformandoci a ciò che genericamente si fa a ciò che l’organizzazione sociale/aziendale richiede, salvo poi sentirci poco motivati o delusi, annoiati…
✔️ Ci vuole coraggio per operare la conversione a sé richiesta dalla Poiesis e farsi punto di resistenza, per distinguere
- ciò che davvero 𝐜𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞, ci esprime, ci realizza in linea con il nostro destino,
- da ciò che 𝐜𝐢 𝐚𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞!
Pur prendendo atto che stiamo vivendo in una società delle abilità-capacità, da un po’ di tempo le virtù, infatti riaffiorano: “si sente la mancanza delle virtù intese nell’accezione greca del termine e quindi certamente come “abilità”, ma soprattutto come abilità ad esistere, in breve come capacità di “inventarsi la vita…” (Salvatore Natoli, 𝘐𝘭 𝘣𝘶𝘰𝘯 𝘶𝘴𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰)
Non l’IO quotidiano, ma l’IO creativo-poetico è la Poiesis che da senso al nostro fare, a darci un destino, uno scopo, a perseguire il nostro “bene attraente”, di persone (lat. per-sonare: parlare attraverso).
E’ bello qui ricordare che la parola <persona> indicava in origine la maschera utilizzata dagli attori teatrali, realizzata in modo tale da permettere alla loro voce di andare sufficientemente lontano per essere udita dagli spettatori dei grandi teatri greci e romani.
Forse la richiesta di varie forme di coaching da parte delle aziende, segnala un desiderio di dare voce alla Poiesis delle persone che abitano le aziende…….. e al Coach, la responsabilità di farla accadere.
Anche il Coach dovrà così diventare a sua volta essere consapevolmente Poeta, un artista che fa accadere e sa dare voce alla Poiesis altrui, consapevole che:
“𝙎𝙞𝙢𝙞𝙡𝙚 𝙖 𝙪𝙣 𝙘𝙤𝙡𝙤𝙢𝙗𝙤 𝙫𝙞𝙖𝙜𝙜𝙞𝙖𝙩𝙤𝙧𝙚, 𝙞𝙡 𝙥𝙤𝙚𝙩𝙖 𝙥𝙤𝙧𝙩𝙖 𝙨𝙤𝙩𝙩𝙤 𝙡’𝙖𝙡𝙖 𝙪𝙣 𝙢𝙚𝙨𝙨𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙞𝙜𝙣𝙤𝙧𝙖” (Gesualdo Bufalino)
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