Neuroscienze e management

Neuroscienze e management

Emanuela Salati e Attilio Leoni hanno raccolto molti spunti che dalle neuroscienze rimandano dritto dritto alla formazione manageriale.

In base a quali meccanismi prendiamo una decisione (e a volte sbagliamo)? Perché e quando impariamo? Perché non è così facile cambiare i comportamenti? Cosa dovrebbe fare un leader? Il 90% di quello che oggi sappiamo sul funzionamento del nostro cervello è stato scoperto negli ultimi quindici anni. Tuttavia gli straordinari risultati di questi studi rimangono quasi sempre ancora confinati nella ristretta cerchia degli addetti ai lavori. Eppure molti esiti delle ricerche in ambito neuroscientifico potrebbero dare alle imprese e ai manager ulteriori strumenti per una gestione più efficace delle persone e delle organizzazioni stesse. Basterebbe che vi fosse un ponte tra il mondo accademico e il mondo delle aziende spesso così restio di fronte ad ogni ipotesi di cambiamento.

Al lettore di Neuroscienze e Management vengono proposti molti spunti, che vogliono coniugare le neuroscienze e i temi classici del management. L’applicazione delle neuroscienze al mondo del lavoro e, prima ancora, al sistema educativo, è agli albori, eppure i cambiamenti che ne deriveranno potranno avere enormi conseguenze sull’economia e sulla società, quindi sulla vita di ciascuno di noi.

 

Fin qui parla l’introduzione che del libro fa l’editore stesso: si tratta di una serie di spunti raccolti da Maria Emanuela Salati e Attilio Leoni. Aggiungiamo che  queste considerazioni pesano moltissimo per chi fa il coach o il mentor o il counselor, e riflette su come far evolvere i comportamenti degli interlocutori. E anche a chi vuole provare a fare da sé, come self-coach.

Un punto che colpisce è l’utilità della ripetizione agli effetti dell’apprendimento. Una tecnica che in molti contesti veniva considerata superata, ma che coincide con gli esperimenti appena fatti in 140 scuole inglesi, che hanno adottato il metodo asiatico per l’apprendimento della matematica, basato appunto sulla ripetizione: ottenendo significativi miglioramenti nei ragazzi, in linea con la generale maggiore abilità matematica dei ragazzi giapponesi e sudcoreani. Uno stimolo interessante per tutti coloro che si interessano di apprendimento, e in particolare per i coach che cercano il modo migliore di consolidare nuove skills nei loro coachee.

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