Aria, acqua,terra e fuoco: in molte tradizioni antiche la natura viene osservata attraverso questi quattro elementi.
Ogni elemento rappresenta una qualità della vita, un movimento dell’energia che possiamo riconoscere anche dentro di noi.
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Mi viene di associare la primavera all’aria.
Nello yoga l’aria è collegata al respiro, al movimento, allo spazio che permette alle cose di cambiare. È l’elemento che porta leggerezza, apertura e trasformazione. Non a caso la parola prana, l’energia vitale, viaggia proprio attraverso il respiro.
Anche nell’ayurveda l’aria ha un ruolo importante: insieme all’etere forma il dosha Vata, l’energia del movimento. Vata governa tutto ciò che si muove nel corpo e nella mente: il respiro, i pensieri, la circolazione delle idee, la creatività.
Quando l’aria entra nella nostra vita porta rinnovamento.
Porta spazio, libertà, nuove possibilità.
E forse è proprio per questo che il primo gesto che facciamo quando arriva la primavera è aprire le finestre.
Lasciamo entrare aria nuova, più luce, più movimento. Spesso mettiamo via i piumoni, pieghiamo le coperte pesanti e sentiamo subito una sensazione di leggerezza.
Non è solo un cambio di stagione.
È come se il corpo e la mente sapessero che è arrivato il momento di alleggerirsi.
Durante l’inverno accumuliamo molte cose: strati di vestiti, ore passate al chiuso, cibi più ricchi, impegni che si sono infilati nell’agenda quasi senza accorgercene. L’inverno ci invita al raccoglimento, a proteggerci, a stare sotto le coperte. Ma la primavera porta con sé un’energia diversa: un invito gentile a fare spazio.
E forse la domanda più interessante da farsi in questo periodo non è tanto cosa voglio fare di nuovo, ma piuttosto:
Cosa non voglio più portarmi dietro?
A volte si tratta di cose molto concrete.
Il cambio dell’armadio, per esempio, diventa un piccolo esercizio di consapevolezza. Ci accorgiamo che alcuni vestiti non li mettiamo più da tempo, oppure non ci rappresentano più. Magari li teniamo lì per abitudine o per ricordo, ma quando li indossiamo non ci sentiamo davvero a nostro agio. Lasciarli andare non è solo fare ordine nello spazio: è anche riconoscere che siamo cambiate, che alcune versioni di noi appartengono al passato.
Altre volte ciò che pesa non è nell’armadio, ma nell’agenda.
Durante l’inverno può succedere di accumulare impegni, promesse, richieste a cui abbiamo detto sì quasi automaticamente. Arriviamo alla primavera con una sensazione di stanchezza che non dipende solo dal corpo, ma anche da un’agenda troppo piena.
Forse questo è il momento giusto per guardarla con occhi nuovi e chiedersi:
Tutto quello che c’è scritto qui mi nutre davvero?
A volte togliere un impegno inutile o rimandabile è il gesto più semplice per ritrovare spazio e respiro.
Anche il rapporto con il cibo cambia naturalmente in questa stagione. Dopo mesi di piatti più ricchi e caldi, il corpo comincia a chiedere qualcosa di diverso: più leggerezza, più freschezza, più verdure. Non serve fare diete drastiche o rivoluzioni improvvise. Basta ascoltare quella piccola voce che dice che forse è il momento di ridurre alcuni cibi che sappiamo non farci sentire al meglio e lasciare più spazio a ciò che ci fa sentire leggeri e vitali.
In fondo la primavera è questo: un passaggio graduale dal freddo al calore, dal chiuso all’aperto, dalla protezione all’esplorazione.
Mettere via i piumoni e le coperte è un gesto simbolico molto potente. Significa che non abbiamo più bisogno di proteggerci allo stesso modo. Possiamo uscire un po’ di più, muoverci, lasciare entrare il sole.
E insieme alla voglia di coccolarci, che resta importante, spesso torna anche un altro desiderio: osare un po’ di più.
Provare qualcosa di nuovo.
Cambiare una piccola abitudine.
Fare un passo che durante l’inverno sembrava troppo grande.
Non serve stravolgere la propria vita. La primavera lavora come la natura: con piccoli germogli.
Per questo può essere utile fermarsi un momento e fare un piccolo esercizio di chiarezza.
Prendi un foglio e dividi la pagina in due colonne.
Nella prima scrivi cosa vuoi lasciare andare con l’arrivo della primavera.
Nella seconda annota cosa vuoi far crescere nei prossimi mesi.
Cosa voglio lasciare andare
- un’abitudine che non mi fa stare bene
- un pensiero ricorrente che mi appesantisce
- un impegno preso più per dovere che per piacere
- un oggetto o un vestito che non mi rappresenta più
- un cibo che so non farmi sentire al meglio
Cosa voglio far crescere
- più movimento durante la settimana
- più tempo all’aria aperta
- momenti di cura per il corpo
- pasti più semplici e stagionali
- spazi di leggerezza e di piacere
Non serve cambiare tutto.
La primavera, proprio come la natura, lavora per piccoli germogli.
A volte basta lasciare andare una cosa sola e scegliere con cura ciò che vogliamo far crescere.
Il resto verrà da sé, un passo alla volta.
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