C’è chi ci riesce. A impegnarsi nella propria idea anche quando è impopolare o sembra priva di sbocchi, a continuare a studiare e perfezionarsi, a cercare il lavoro che ti permette di esprimerti e di cambiarlo quando non basta più, a vedere riconosciuto il proprio valore.

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Che cosa hanno in comune Ilaria Capua e Marco Bentivogli, Giovanna Melandri e Luciano Floridi, Roberto Cingolani e Alessandra Perrazzelli, Federica Saliola e Leonardo Becchetti, Carlo Cottarelli e Daniela Del Boca?

In un certo senso niente, probabilmente non si conoscono tutti fra di loro, e nemmeno hanno tutti sentito parlare degli altri, come del resto la maggior parte di noi. Non sono colleghi, non fanno parte dello stesso club, se intendiamo con questo organizzazioni predefinite.

Sono però colleghi nella passione di portare avanti con convinzione e rischio le proprie idee, sono soci di un club ideale di persone che si sono fatte strada grazie a tenacia e capacità, sono tutti italiani un po’ sotto e un po’ sopra i 50 anni di età: quella in cui si raccolgono i frutti dell’impegno e si ha voglia di guardare al mondo in prospettiva.

Si parla di impact economy e di economia generativa, del significato del lavoro al di là del reddito, di flexicurity e di economia della famiglia, di disuguaglianza, di coraggio come valore, di ambiente di lavoro come posto in cui fiorire, le potenzialità degli investimenti a impatto sociale, di limiti che esistono solo per essere superati

Sono altrettante storie raccontate da Maria Cristina Origlia, che ha scelto come perimetro il mondo dell’impresa e della ricerca per parlare di chi ha scelto con successo di combattere la sua battaglia, raggiungendo la cima nel rispetto di valori etici e di sostenibilità.

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Altri tratti comuni ci pare siano:

  • l’impegno nello studio e nell’aggiornamento continuo, inclusa la voglia di continuare a mettersi in gioco
  • la riconoscenza per chi li ha formati e guidati, per chi ha avuto nei loro confronti un ruolo di mentor
  • partner di vita -ovvero mogli/mariti e figli- che li hanno supportati e appoggiati, anche quando l’impegno toglieva tempo alla vita familiare
  • la significativa apertura internazionale, fatta di lunghe esperienze di studio e lavoro e di costruzione di reti di relazione e di influenza.

 

Questione di Merito, di Maria Cristina Origlia, Guerini e Associati 2020

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