Vittime delle sette

Vittime delle sette

Per chi ha come obiettivo riprendere in mano la propria vita. L'aiuto parte dall'ascolto e dalla decodifica del condizionamento

tempo di lettura 4′

La funzione di un coach o di un counselor in aiuto di una vittima di una setta distruttiva, di un culto abusante, è molto diversa da un classico approccio di coaching.

La vittima ha subito per un arco di tempo importante, anni, a volte decenni, un lavoro di annullamento di sé molto profondo.

Sad young woman sit in her room and covering her face

Sono noti i casi in cui un soggetto classico del coaching o del counseling subisce una forte influenza da parte di un familiare, tale da indurlo in un percorso lavorativo o di studio o di affetti, lontani dalle sue attitudini reali.

Qui è tutto molto più amplificato.

Occorre partire da una fase già vissuta dalla vittima. Infatti ogni approccio ad un gruppo settario distruttivo è caratterizzato dall’Auditing. La fase dell’ascolto delle problematiche della persona, dei suoi sogni, delle sue aspirazioni, è fondamentale.

In alcuni gruppi ha una strutturazione professionale e l’auditing è una fase ufficiale, necessaria per accedere ai livelli successivi, quelli in cui la persona troverà la soluzione a tutti i suoi problemi, ma prima, occorre definire quali essi siano ed è questa la scusa con la quale vengono carpite le informazioni dalla vittima.

In altri gruppi questa fase è più sottile e nascosta. I compiti iniziali degli adepti, consiste nell’attuare la tecnica del Love Bombing, il bombardamento di amore.

Normalmente la persona che cade nelle grinfie di una setta è predisposta da una difficile situazione del momento: crisi sentimentale, difficoltà economiche, una malattia, un lutto.  Non esiste un predestinato dalla nascita. E’ la fase di un certo periodo della vita che ci rende fragili. A fronte di queste difficoltà la persona trova un gruppo di persone che l’apprezzano, la ascoltano, la supportano, la amano.

Con loro ritrova il sorriso, la voglia di vivere, un’umanità che forse non ha mai visto.

A questi nuovi amici/nuove amiche, viene spontaneo raccontare tutto se stesso.

Quello che sfugge al novizio è che tutto quello che dice viene riportato ai livelli superiori della setta, spesso con relazioni scritte; e che le sue spontanee rivelazioni  diventano parti integranti di un dossier personale che da quel momento in poi sarà utilizzato per intrappolare sempre di più la sua mente.

L’Auditing del Coach ha la funzione principale di comprendere i livelli dell’intervento. In questi casi ha molta importanza approfondire il concetto di ambiente.

 

Il fuoriuscito da un culto distruttivo non ha un ambiente in cui agisce. Non lo vede. Vive alla giornata, non riesce a vedere un domani, non riesce più a vedere un ieri, da cui è fuggito. È vissuto in un contesto che ne ha stritolato la mente e dove ogni istante della sua giornata era condizionato e condizionante.

Per cui è fondamentale per il Coach capire quella quotidianità, approfondire la dottrina del gruppo che ha dominato la vita del fuoriuscito.

Nella maggior parte dei casi esiste un prima, spesso considerato negativo a causa dell’indottrinamento della psico-setta.

Il principale metodo di manipolazione è da subito il divide et impera: la persona viene divisa dalla famiglia di origine, dagli amici di infanzia, da chi non è integrato nel gruppo. La vera famiglia è il nuovo gruppo. Spesso viene modificata la data del compleanno: non è più quella di nascita, ma quella in cui la persona ha aderito pienamente alla setta, attraverso riti e cerimonie diverse, che però fissano nel novizio il suo ingresso definitivo nelle bolge di Balzebù.

Ora occorre ridefinire il concetto di Ambiente. Il Mondo, fino a ieri visto come un inferno, va riscoperto, rivisitato. La persona deve ritrovare i suoi veri interessi, riscoprire il suo talento, ritrovare una fiducia in se stesso.

 

La cosa è tutt’altro che facile, dato che la psico-setta ha creato per anni un’immagine di sé di persona fallita, incapace.

Uno dei fattori seduttivi della psico-setta è il lavoro di riportare ad uno stato infantile l’adepto, poiché non deve più prendere decisioni. C’è il Guru che pensa per lui!

Ora occorre riprendere in mano la propria vita.

Per questo il lavoro del Coach o del Counselor, o del terapeuta, è molto importante, occorre un’azione molto impegnativa di studio.

La mente di una vittima di una psico-setta è annientata. Gli incubi dei traumi subiti tornano ogni notte, per anni, mentre il dolore interiore viene sopito da impegni fisici. Il lavoro di ricostruzione parte dalla comprensione del proprio passato, dei metodi di manipolazioni che lo hanno ingabbiato. Solo quando il trucco del guru/prestigiatore è compreso, allora l’illusione scompare e il fuoriuscito scopre in sé il coraggio, e delle capacità incredibili di resistenza.

La libertà allora assume un soave sapore, degna ricompensa di un sopravvissuto, pronto a ricominciare la sua vera vita.

 

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per approfondire, Mauro Garbuglia, “Dentro la psico-setta macrobiotica” Edizioni Nisroch

Mauro Garbuglia
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