Da AD@ABC.eu

A daniele.rossi@ABC.eu

Daniele vorrei avere una informazione. Vorrei capire cosa stai facendo per la Società XYZ.

Oggi parlando con Samantah (che ho chiamato per avere alcuni aggiornamenti sui progetti in corso) mi ha detto che ti ha incontrato in negozio in p.zza Caravaggio (in orario in conflitto con l’appuntamento di Samantah e Alfredo che hanno dovuto anche rimanere 45 minuti ad aspettare che tu finissi di parlare con la responsabile del negozio). 45 minuti per due persone sono, per chi fa il mio mestiere, un costo/spreco.

Ti faccio questa domanda perché ABC srl, che è la società per cui lavori, ha un arretrato di selezioni che non ci permette distrazioni, come ben sai. Siamo in una situazione, che ben conosci e che ti è stata affidata, che ti deve imporre di essere concentrato solo su questo ambito, così come peraltro da me chiestoti per iscritto di recente.

Proprio ieri si parlava di Benevento, ma ci sono altre situazioni molto urgenti ed in ritardo, arci note.

L’assenza dall’ufficio e la relativa trasferta sono a spese di ABC srl.

Sono certo che c’è una spiegazione che mi sfugge.

Resto in attesa di tuo cortese cenno di riscontro.

Grazie

 

Facciamo una breve analisi per capire:

  • come un percorso di coaching emozionale avrebbe potuto supportare l’AD nel gestire la questione lavorativa
  • come, invece, una sessione di coaching ha facilitato il manager nel rispondere in maniera proattiva ed efficace alla mail.

La prima domanda da porsi è: “Quale obiettivo voglio raggiungere?”

Leggendo questa mail, l’obiettivo dell’Amministratore Delegato non è chiaro:

  • Chiedere delle spiegazioni riguardo a un fatto riportato da altri?
  • Far notare che il lavoro svolto dal manager non è soddisfacente?
  • Sottolineare i costi e gli sprechi del manager (destinatario mail)?
  • Sminuire l’operato e la persona del manager?

La seconda domanda, dopo aver definito l’obiettivo, è:

“Qual è il mezzo più appropriato per raggiungere l’obiettivo? La mail, una telefonata o un incontro?”

A questo punto entra in scena l’intelligenza emotiva e in particolare la comprensione e l’analisi delle possibili emozioni che muovono l’agire dell’AD: forse rabbia, frustrazione, rancore, stupore o curiosità.

Infine l’ultima domanda è: “Come potrebbe reagire la persona che riceve la mail? Quali saranno le sue emozioni?”

Una delle caratteristiche fondamentali del buon leader è saper comprendere e gestire le emozioni proprie ed altrui. Questa domanda è molto importante perché ci aiuta a prefigurarci possibili scenari futuri.

Adesso mettiamoci nei panni del manager che ha ricevuto questa mail, quali emozioni e reazioni potrebbe aver provato:

  • Stupore: “Perché mi chiede queste cose? Perché i miei colleghi si sono lamentati con lui e non hanno parlato con me? Perché mi ha inviato una mail invece di parlarne di persona con me?”
  • Rabbia: “È agosto, sono qui a lavorare fino alle 8 di sera tutti i giorni, non ho preso le ferie per portare a termine gli obiettivi che mi sono stati dati. Non ho un numero sufficiente di persone nel mio team per gestire la mole di lavoro. Rispondere a questa mail mi fa solo perdere del tempo prezioso. Sono questi poi i toni da usare?
  • Malumore: “Sono stufo. Non voglio più lavorare qui, in un posto dove non vengo rispettato”.

 

Provate a riflettere quali altre emozioni avrebbe potuto provare il manager e con quale intensità.

Quale risposta darà il manager? Da quale emozione sarà guidato?

images

Grazie ad una sessione di coaching emozionale il manager è riuscito a raggiungere una buona consapevolezza e gestione delle proprie emozioni che lo ha portato a rispondere dando una spiegazione esaustiva centrata sulle vicende lavorative. Solo in chiusura il manager ha trasmesso un feedback sulla poca efficacia comunicativa della mail, molto sbilanciata sull’emozione a discapito del contenuto:

“Non credo che la nostra società stia sprecando soldi e mi spiace che tu lo pensi.”

La consapevolezza del ruolo delle emozioni nella comunicazione e nella risoluzione dei problemi diventano abilità fondamentali dei manager (e non solo). Sia per il buon funzionamento delle relazioni e quindi dei gruppi aziendali sia per il benessere individuale.

 

foto di Anna Giuffrida

creative-common

Di Chiara Corti

Psicologa, Master in psicologia Strategica. Senior Recruiter e Talent Acquisition Specialist. Supporta le aziende nella ricerca "custom" dei migliori candidati. Consulente HR in progetti di formazione, psycoaching e mappatura delle competenze. Ha pubblicato "On the latent structure of self-esteem as measured by the Italian translation of the self-liking and self-competence scale - revised (SLCS-R)" con Carraro, Zogmaister, Arcuri e Pastore sulla rivista Psicologia Sociale.