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Credo che gli adulti coinvolti nelle relazioni educative essenziali abbiano bisogno, oggi più che mai, di nuova energia e nuovi paradigmi

 

Parte da questa riflessione di Paola Ricca -fra le tante altre cose autrice di CoachingZone- la realizzazione di un grande spazio verde che unisce neuroscienze, benessere digitale, outdoor education.

L’obiettivo è raggiungere un equilibrio emotivo e cognitivo.

Lo si ottiene con il supporto dello staff, attraverso laboratori e percorsi individuali, familiari o collettivi, che hanno la caratteristica di essere esperienze di gioco immerse nella natura.

Il target primario sono bambini e ragazzi con i loro genitori, dove i temi prevalenti sono il capriccio, lo studio, i videogiochi; più in generale, situazioni che si desidera correggere, ma che non configurano patologie da affrontare con gli specialisti. Il target si estende naturalmente  a chi riesce a mettersi in gioco per superare una difficoltà a qualsiasi età.

In altre parole, il metodo consiste nel creare, all’interno del parco, una situazione di gioco in cui viene riprodotto il problema o scoglio che una persona vuole essere aiutata ad affrontare.

  • Persona, che può essere un un genitore, un ragazzo, un bimbo, un insegnante, un professionista
  • Problema, come gestire un capriccio, focalizzarsi nello studio, trovare un metodo consonante con le proprie caratteristiche, orientarsi sul lavoro, motivare, affrontare un cambiamento, accettare la perdita di qualcosa, ecc.

Lo staff lavora utilizzando le risorse presenti in questo mezzo ettaro alberato e articolato in angolini, supporti educativi, zone gioco, zone relax, attrezzature varie incluse quelle digitali, e naturalmente piante e fiori. Risorse naturali o predisposte ad hoc, il cui uso viene indirizzato grazie alle proprie risorse professionali, come la capacità  di definire obiettivi, disegnare mappe mentali, fare problem solving, supportare nell’apprendimento, fare maieutica, motivare lungo il percorso di miglioramento.

L’unione di queste due famiglie di risorse permette di disegnare un gioco finalizzato, dosare il tempo e l’impegno e soprattutto valorizzare la componente ludica.

Il risultato è un coaching/mentoring esperienziale e giocoso

  • dove il superamento dello scoglio avviene nella pratica simulata e non solo nella mente del coachee, ed ha quindi una forte valenza di acquisizione di buone nuove pratiche
  • e lo scoglio è mascherato nel verde e nel gioco, favorendo l’abbattimento di barriere cognitive ed emotive rispetto al riconoscere l’inefficacia/dannosità di un comportamento.

Vale a dire che si esperimentano alternative di comportamento: p.es. capire che cosa interessa al figlio per fargli affrontare anche le materie di studio più ostiche; giocare fisicamente e non solo in digitale; usare tutti i 5 sensi per fare esperienze; fare un piano senza che sembri noioso o inutile; trovare soluzioni creative ai conflitti; ecc.

 

Giocolibrio, è a Loano, vicino a Savona. Per chiunque eserciti una helping profession è l’equivalente per un cuoco di una cucina in cui vengono messe in pratica nuove ricette. Ovvero una fonte preziosa di stimoli e riflessioni per affinare i propri metodi e trovarne di nuovi.