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Due nuovi libri, uno di Charles Duhigg e uno di Adelle Marigold, che convergono verso lo stesso tema: che la nostra mente ragiona per abitudini, e che quindi la mente stessa è allenabile.

Il primo The Power of Habit, parte da una ricerca della Duke University, secondo la quale il 40% delle azioni che ognuno di noi compie sono frutto di abitudine, non di una decisione: che cosa diciamo, mangiamo, facciamo; chi vediamo e come lo coinvolgiamo; dove andiamo e a che ora; come spendiamo le risorse personali e aziendali; ecc. Quasi la metà di queste azioni,  lo ripeto, viene da automatismi e non da una iniziativa vera e propria. Il tema del libro è che:

  • non ne siamo consapevoli, ovvero crediamo di decidere quando ci limitiamo a seguire una nostra corrente personale
  • le persone di successo hanno più buone abitudini di quante ne abbiano gli altri. ovvero hanno delle routine di controllo delle informazioni, di ricerca di dati e cose simili che li aiutano ad effettuare azioni più utili o efficaci.

A questo punto la buona notizia ce la dà Mental Muscles,  che suggerisce:

  • perché non trattare la nostra mente come un atleta tratta il proprio corpo? cioè allenandola per mezzo di esercizi appositi
  • le cose alienabili sono tante: memoria e forza di volontà, creatività e ottimismo, accuratezza e capacità organizzativa, solo per fare qualche esempio.

Formazione e soprattutto mentoring e coaching sono gli strumenti principali a supporto di questo miglioramento di sé. Mentre la base scientifica di tutto questo sono le nuove scoperte delle neuroscienze, che hanno rivelato la plasticità dei nostri circuiti cerebrali, e come le nostre azioni li modifichino.

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