Sul “continente anziani” non c’è pensiero politico, o economico, o sanitario o sociale, come dice Mons Paglia nell’introduzione a <Longevity Economy. Da Silver a Longevity, la grande economia dei prossimi decenni> di Alberto Brambilla. Ma il fenomeno ha proporzioni imponenti, ben documentate in questo libro che spalanca la finestra sull’impatto della transizione demografica, e sul fatto che ci riguarda tutti.

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E’ una situazione mai sperimentata in passato, a breve il 25% degli italiani sarà over 65 anni, cioè sarà nella fascia Silver. Si deve al decremento della fertilità che è arrivato dopo l’incremento dell’aspettativa di vita e alla crescita demografica.

Vecchio è bello?

Oltretutto, come categoria generale gli over 65 sono i maggiori detentori di patrimoni mobiliari e immobiliari, dispongono di redditi certi e possono spendere più di quanto incassano, ovvero sono nella fase di decumulo come la ha definita Franco Modigliani.

E allora questo libro ci dice: facciamo un salto di mentalità, vale la pena di valorizzare questo capitale, riflettere sui cambiamenti dell’economia che gira intorno ai consumi degli over 65,invece di considerare la categoria un costo da sostenere e piangere sulle culle vuote.

Anche perché il primo report sulla Silver Economy pubblicato dalla Commissione Europea  nel 2018 diceva che se la Silver Economy europea fosse uno Stato sovrano, la sua economia si posizionerebbe per dimensioni alle spalle di Stati Uniti, Cina e Giappone, superando il PIL della Germania.

Un’economia che comporta cambiamenti significativi nei settori industria alimentare, sanità/cura di sè, elettronica e tecnologia, mobilità, servizi abitativi e domotica, assistenza sanitaria e sociale, turismo e servizi ricreativi, fashion, servizi bancari e assicurativi.

E noi italiani siamo capofila in questi «anni supplementari», in buona parte fruibili dopo il pensionamento in condizioni di vita attiva e con una parte finale, eventualmente, di vita disabile.

Bisogna pensare a come gestire la quota attiva e quella disabile, come individui e come popolo. Per utilizzare questi anni supplementari al meglio, per non esserne travolti, e invece farne una vera e propria risorsa.

Per concludere aggiungiamo la definizione di Longevity Economy, dato che per tanti di noi è -appunto- un concetto nuovo.

La Longevity Economy è:

  • a) il complesso delle attività economiche (prodotti, servizi, occupazione) rivolte specificamente alla popolazione con 50 anni e più che riguardano i miglioramenti degli stili di vita in termini di nutrizione, attività fisiche, prevenzione, conciliazione dei tempi famiglia-lavoro, formazione continua, investimenti e protezioni assicurative e tutto ciò che sarà utile alla futura età di quiescenza di cui queste persone usufruiscono direttamente e l’ulteriore attività economica che tale spesa genera, compreso l’incremento dell’occupazione;
  • b) il complesso delle attività economiche relative alle persone con 65 anni o più inclusi anche i prodotti e servizi materiali e immateriali, i beni e prodotti di consumo, le varie forme di assistenza psicologica, riabilitativa e sanitaria di cui queste persone usufruiscono direttamente e l’ulteriore attività economica che tale spesa genera, compreso l’incremento dell’occupazione.
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