Due amici, o due colleghi, possono decidere di farsi reciprocamente un po’ di coaching. Se lo fanno su materie in cui hanno competenze complementari, ovvero ognuno chiede un aiuto in un’area in cui l’altro ha una base solida, parliamo di mentoring. Per esempio, Carlo ha bisogno di comunicare meglio con i collaboratori, e ha un punto di forza nella capacità di pianificazione e organizzazione. Enrico ha skill sociali che gli vengono riconosciute da tutti, ma tende ad essere dispersivo e non sa concentrare le risorse verso il risultato.

Possono darsi una mano reciprocamente. Osservandosi, suggerendo esercizi, monitorando i progressi, tirando fuori dall’altro il meglio.

Per evitare di disperdere energie o addirittura demotivarsi, occorre avere un metodo e un po’ di regole. Eccoli!

  • Decidere formalmente che ogni membro della relazione di aiuto si farà aiutare dall’altro nel migliorare uno o più aspetti specifici, dove l’altro ha una competenza maggiore (= mentor).
  • Definire ognuno un obiettivo specifico in termini di comportamento osservabile o conoscenza verificabile e di tempi per raggiungerlo
  • Definire un piano realistico di esercizi e/o studi e/o esperimenti e/o osservazioni e/o indagini e letture, finalizzati al conseguimento dell’obiettivo
  • Stabilire un’agenda di incontri (p.es. un’ora ogni due settimane) in cui monitorare i progressi sulla base dell’autopercezione e anche dell’osservazione del mentor; suddividendo il tempo in due fasi: nella prima A fa da mentor a B, nella seconda B fa da mentor a A
  • Variare il percorso se necessario, o gli strumenti, condividendo la decisione
  • Dare priorità a questi incontri nella propria agenda
  • Dotarsi di una scheda per il monitoraggio, del tipo di questa, in cui riportare ogni settimana osservazioni personali, e da usare come base di dialogo per l’incontro con il mentor
 subobiettivo 1 Esercizi da fare, come e quando osservazioni
subobiettivo 2  Cose da osservare, dove e quando
subobiettivo 3  Nozioni da apprendere, come o da chi
  • Ricordare le regole del gioco: si sostiene e incoraggia l’altro, si condividono le sue vittorie, se ne evidenziano gli errori solo per cercare insieme un miglioramento, lo si ascolta, lo si aiuta a trovare da sé una soluzione o risposta, si è leali e corretti, la riservatezza è d’obbligo.

 

<Peer Mentoring> è una metodologia registrata in CoachingTools®

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Di Cristina Volpi

Coach accreditata ICF e EMCC, Founder del magazine CoachingZone, Master di II livello in coaching e comunicazione Strategica. Ha operato per imprese multinazionali e familiari e not-for-profit, in Italia e in svariati paesi Europei, in USA, in Brasile, in India, lavorando con Pirelli, Studio Ambrosetti, Butera & Partners e come libera professionista; attualmente è volontaria con Sodalitas. Ha pubblicato “Leader, storie vere ed inventate di imperatori, manager e capi” Ed. Il Fenicottero; “C’era una volta il capo” Ed. Fendac; “Bilanci e Veleni” e “Banditi in Azienda” Ed. Guerini; “Sconcerto Globale” con Favero, Ziarelli Ed. Apogeo; “No Smoking Company” con Favero, Ziarelli, Ruggeri, Ed. Kowalski.