Io, l’azienda, i valori

Io, l’azienda, i valori

Conciliare l’unicità del singolo con le linee guida di sviluppo aziendali. Ci si riesce con il coaching e con le domande giuste

L’articolo che segue è stato pubblicato su ProntoProfessionista, con il titolo “I valori aziendali e i valori individuali” da Giusi Pappalepore, psicologa e coach.

 

Nella società globalizzata la popolazione di ogni comunità è esposta a fatti, temi e tendenze di portata mondiale, ma conserva stili di vita, valori e bisogni autonomi inevitabilmente collegati al proprio microcosmo. Può essere difficile armonizzare i valori dichiarati dell’organizzazione con quelli individuali.
Gli obiettivi sono aziendali; il modo, il come, è un fatto unico ed individuale. Le aziende si aspettano che le persone di propria iniziativa ristrutturino il proprio ruolo professionale, cambiandolo, ampliandolo, rivedendolo per adattarlo alle nuove richieste di cambiamento.
Nel coaching è fondamentale la fase dell’individuazione degli obiettivi di sviluppo. Ma sono obiettivi del singolo o sono obiettivi dell’organizzazione? Se sono obiettivi del singolo potrebbero non essere del tutto allineati con quelli dell’organizzazione, allora qual è il vantaggio del coaching in azienda? E se sono gli obiettivi dell’organizzazione a guidare, allora come possono questi essere riconosciuti dai singoli e poterli motivare al cambiamento? Se nel coaching l’autodeterminazione della persona costituisce una delle chiavi del successo allora come poter conciliare i singoli con la struttura, il particolare con il generale? Il coach, la persona e l’azienda sono in un rapporto triangolare di influenze e dipendenze reciproche.
Nella mia esperienza di coach due possono essere le leve che permettono di muoversi nella piena soddisfazione delle parti.

  • La prima è la trasparenza in fase di definizione degli obiettivi tra coach, persona e azienda. Affinché nella formulazione degli obiettivi possano riconoscersi, dal punto di vista del contenuto, tutte le parti coinvolte ed i rispettivi ambienti, la trasparenza e quindi la condivisione degli obiettivi diventa un prerequisito imprescindibile.
  • La seconda è la chiarezza. E’ necessario chiarire, in primo luogo a se stessi, i valori che ispirano e guidano verso la realizzazione degli obiettivi. E’ necessario definire o ridefinire i propri obiettivi e valori e poi tradurli nell’agire quotidiano in modo che siano davvero significativi per sé.

Come scrive K.Blanchard, uno dei massimi riferimenti in materia di MBV (“Managing by Values): “La cosa più importante della vita è decidere che cosa è più importante”.

Grazie al coaching è possibile decidere cosa è più importante, e rispondere a queste domande:

  • ”I valori di riferimento nella mia organizzazione costituiscono per me direzioni pregne di significato nel mio percorso di sviluppo?”
  • “I valori di riferimento sono da me tenuti presenti nei processi decisionali, nello stile di relazione e di comunicazione quotidiana?”
  • “I valori di riferimento forniscono una guida nel processo di soluzione dei problemi?”

Il coaching permette ai manager di ricercare tale armonia; e di non dover più far finta che ci siano problemi più importanti, di rimandare o, peggio, di negare a se stessi l’urgenza di ricreare il miglior equilibrio possibile tra la propria crescita e quella dell’organizzazione.

 

Il percorso professionale di Giusi è iniziato più di 20 anni fa, subito dopo la laurea in Psicologia e la specializzazione in Psicodiagnostica. Ha collaborato con prestigiose società di consulenza internazionali fino al 2005, quando ha fondato BeOn. Coach PCC per ICF (Professional Certified Coach, l’International Coaching Federation) e Socio accreditato della Society for Coaching Pshychology, Giusi realizza percorsi di coaching per manager ed executive, cura programmi di sviluppo della Leadership, conduce progetti di Assessment e Development Centre, ed ha messo a punto una metodologia specifica per il Feedback a 360°.

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