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  • Come mi guadagno la fiducia dei clienti e di chi lavora con me?
  • Come fare in modo che i capi si fidino delle mie intuizioni e opinioni?
  • Come convincere gli altri a seguirmi?

E all’opposto:

  • Come difendermi da chi vuole manipolarmi?
  • Voglio pensare bene degli altri, e preferisco fidarmi fino a prova contraria; faccio bene?
  • Come distinguere un manipolatore o peggio un truffatore, da un simpaticone, un trascinatore, un leader?
  • Bisogna proprio diffidare di tutti e tutto?
  • Come sfuggire alla manipolazione delle persone che ci sono vicine?

Un tema frequente nei percorsi di coaching è proprio questo. La fiducia e il suo eccesso, ovvero la tendenza a manipolare e il rischio di venire manipolati. L’attitudine a fidarsi, che secondo alcuni studiosi è addirittura un tratto evolutivo della specie umana, e la presenza di una minoranza -pare intorno al 3%- di persone capaci di abusare di questa predisposizione. Dove abusare può arrivare a significare violenza psicologica nelle relazioni affettive, rovinare finanziariamente, esercitare una professione per cui non si è preparati, altro ancora.

Casi reali di abusi

Due libri ci hanno colpito per il modo, insieme teorico e molto pratico, in cui affrontano questi temi. Con storie vere di cui alcune sono famose, storie esemplari in cui tutti riconosciamo qualcuno, studio delle strategie utilizzate, strumenti per fare attenzione e per monitorare se stessi. Incluso qualche suggerimento per i genitori, per non sviluppare nei bambini una abilità nefasta.

L’arte di non lasciarsi manipolare di Isabelle Nazare Aga

The confidence game di Maria Konnikova

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