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Quelle che seguono sono soltanto poche e, forse, banali riflessioni sul mondo che ci circonda.

Proprio per questo comincerei da CoachingZone. Che cosa è, secondo me, che cosa è stato e che cosa sarà.

E’ un luogo, nel tempo, dove vanno a incontrarsi idee, magari anche le più eterogenee, nella matrice comune del coaching, sia attivo (coach) che passivo (coachee), ma anche nella donazione di competenza – conoscenza – esperienza di quelli che vi partecipano.

 

Ricordiamoci una frase all’uopo idiomatica: “Impara come se dovessi vivere per sempre”, ecco questo potrebbe essere il nocciolo da cui è partito tutto l’ambaradan.

 

Il tema che subito mi viene di conseguenza è libertà.

E’ una parola direi ormai abusata nelle sue valenze, nei suoi significati ma anche nelle sue interpretazioni impositive ed egoistiche sempre più acute intorno a noi.

Mi avevano insegnato, agli esordi della mia vita sociale, che la mia libertà finisce dove comincia quella dell’altro, oppure -ma è la stessa cosa- comincia dove finisce quella dell’altro.

Oggi, in larghe se non addirittura larghissime coorti della popolazione mondiale, prevale il principio opposto, quello della libertà individuale, dell’io sopra e prima degli altri.

Ci si dimentica troppo spesso di una parolina desueta, rispetto, perché è questo il confine a cui ho accennato più sopra tra la mia libertà e quella dell’altro da me, fino a che non riesco a viverlo e a considerarlo alla stregua di un amico.

 

Non riesco a condividere una nota frase di Arthur Schopenhauer, quando dice che “Si è liberi soltanto quando si è soli”, proprio per l’importanza che l’altro da noi ha nella nostra vita.

Chi legge queste poche righe ha molta più esperienza di me di che cosa significhi team manager – sottoposto – capo – team – lavoro di gruppo – gruppo di lavoro, per non aver toccato con mano spesso e magari malvolentieri le distonie su rispetto e libertà.

 

Vengono a fagiolo due frasette proprio su rispetto (o sua negazione) e giustezza nell’esercizio del comando.

Diceva Bertolt Brecht: “Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati”.   A chi non è mai capitato qualcosa di simile?

Ha detto Dag Hammarskjold: “Merita il potere chi ogni giorno lo rende giusto”.  Io manager e/o io collaboratore quando non ho riconosciuto o applicato questa logica?

 

In assoluta connessione con tutto ciò si potrebbe introdurre un’altra distorsione dei nostri tempi nell’uso di una parola che troppi hanno sempre più spesso in bocca: verità.

Ovviamente la propria, che è sempre più vera, più certa, più inconfutabile di qualsivoglia affermazione dell’altro da noi.

 

Credo che molti dei frequentatori di CoachingZone considereranno tutte queste affermazioni scontate e non certo innovative, ma vi assicuro che la stragrande maggioranza degli altri  non la pensano così, basta seguire qualche talk show o qualche dibattito pubblico, a maggior ragione in questi tempi pandemici, per rendersi conto del cattivo uso del proprio punto di vista, che viene esposto quale verità assoluta e incontrovertibile.

Anche qui ci vengono in aiuto un paio di aforismi, uno dettato in tempi antichi da un certo Aristotele e l’altro letto sulla vetrina di un ristorante parigino.

“L’ignorante afferma, il colto dubita, ma il saggio pensa”.

Ma anche “Chi è sempre alla ricerca della verità è ben più vicino ad essa di chi pretende di detenerla”.

 

In conclusione di queste brevi e malinconiche riflessioni mi sento di poter dire che sia per la libertà che per il rispetto che infine per la verità è molto meglio vedere e vivere l’altro da me come un potenziale amico che non come un rivale da temere, prevaricare e combattere. Un amico, l’altro da me.

 

photo by Liudmyla Denysiuk

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Di Francesco Dolcino

Trasforma le idee di business in cose che si fanno, una dopo l’altra e nella giusta sequenza, fino a conseguire il risultato. Lo fa soprattutto in supporto a imprenditori di medie aziende, in fase di start up o di consolidamento o di maturità/declino. Svolge attività di volontariato in varie associazioni, in particolare per anni è stato vicepresidente di Anlaids Lombardia. Ha pubblicato “Così in Campo”, ricerca statistica sul Palio di Siena nei secoli; “Massime e minime” raccola di aforismi chiosati; “La spiritualità Francescana in Guglielmo di Occam”