Capricorno e coaching

Capricorno e coaching

Capricorno. Spunti surreali ma non troppo, per destreggiarsi fra vie e fiumi del destino, in funzione del segno zodiacale

Pillole di coaching legate al segno zodiacale: per il management, il lifestyle, l’orientamento. Giocare con ironia e leggerezza con le stelle del cielo, una volta al mese. Dopo Bilancia, Scorpione e Sagittario, è la volta del Capricorno.

 

Spesso succede che quella che si credeva la vetta era solo un gradino

Lucio Anneo Seneca

 

Quando desideri fortemente una cosa, tutto l’universo cospira perché tu l’ottenga

Paulo Coelho

 

Ho scelto queste citazioni per i nati sotto il segno del Capricorno (22 dicembre – 20 gennaio). Sono solitamente ambiziosi, desiderosi di conquistare il potere e la ricchezza, ma anche pazienti – industriosi – efficienti – organizzati. Non hanno fretta e non sono impulsivi.

Sono disponibili a lavorare duro, un passo alla volta, senza dimenticare mai i propri obiettivi di vita, quindi pragmatici nella loro onestà e pronti a esibire rango o ricchezza o notorietà.

Nella storia troviamo tanti begli esempi di nati sotto questo segno che hanno saputo conquistare la fama e la gloria: da Stephen Hawking a Benjamin Franklin, da Martin Luther King a Umberto Eco, da Michael Schumacher a Muhammad Alì.

 

Ecco le domande da coach per i Capricorno:

  • Su quale vetta ti stai arrampicando? Sicuro che sia quella giusta?
  • Quale status symbol ti sei appena procurato? Era più importante impadronirsene, possederlo o esibirlo? Pensaci davvero.
  • Nel mese del tuo segno, prova la pazzia di una improvvisazione, di uscire dagli schemi. Basta poco, come vedere un film di un genere che normalmente trascuri, o allenare l’imprecisione, invece della precisione.

 

Ci rivediamo fra un mese, con le pillole di self coaching per i nati nel segno dell’Acquario.

 

 

Immagine a cura di Marina Massaro, artista milanese creatrice di Wings & Walls

8 comments

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  • Alfredo Maria Molgora

    destreggiarsi fra vie e fiumi del DESTINOOOOOO??? Senza nulle togliere alle sue capacità di astrologo, mi dice come fa a dichiararsi COACH con una frase che ne è l’antitesi fondamentale?

    • Francesco Dolcino

      soltanto perché non sono sentieri “obbligati” ma alternative di percorsi all’interno dei quali un coach può aiutare a districarsi, e quindi essere d’aiuto attraverso stimoli e suggerimenti di riflessione
      .

      • Cristina Volpi

        vero! mi viene voglia di aggiungere che la sfida del coach è proprio aiutare il suo coachee a ottenere il meglio dalle risorse che ha. ovvero all’interno dei “paletti” rappresentati dalle condizioni al contorno, dalle sue skills, dalle opportunità realmente presenti

      • Alfredo Maria Molgora

        Carissimo @francescodolcino:disqus perdoni il tempo preso per accorgermi della sua risposta. Riporto semplicemente la definizione della parola di destino nella lingua italiana, che non è quello che ha specificato lei: “L’insieme imponderabile delle cause che si pensa abbiano determinato (o siano per determinare) gli eventi della vita: l’ineluttabilità del d.; rassegnarsi al proprio d.; è d., è fatale; spesso inteso come personificazione di un essere o di una potenza superiore che regola la vita secondo leggi imperscrutabili e immutabili.” Abbia di che perdonare il fatto che non abbraccio il parlare sofista. MI permetto segnalare questa riflessione alla carissima @cristinavolpi:disqus.

  • Cristina Volpi

    una provocazione interessante! sentiamo che dice l’autore…

    • Alfredo Maria Molgora

      personalmente sono per un approccio quantico e realistico. Le seguenti domande poste nell’articolo contengono, a mio avviso, dei PRESUPPOSTI che indirizzano la proattività del coachee vs una direzione prestabilita e non contestualizzata, ovvero che non necessariamente costituisce problema o semplicemente non è presente, ma data per tale in quanto del “Capricorno” Come Coach ho già ammazzato il mio Coachee: l’ho incasellato! 😉
      Poi se funziona, tanto meglio!

      “Su quale vetta ti stai arrampicando? Sicuro che sia quella giusta?
      Quale status symbol ti sei appena procurato? Era più importante impadronirsene, possederlo o esibirlo? Pensaci davvero.
      Nel mese del tuo segno, prova la pazzia di una improvvisazione, di uscire dagli schemi. Basta poco, come vedere un film di un genere che normalmente trascuri, o allenare l’imprecisione, invece della precisione”.
      Con stima e rinnovando gli auguri di buone feste

  • Francesco Dolcino

    A distanza di ben due anni confesso che non mi riesce facile recuperare la discussione relativa al mio breve e non troppo serioro articolo relativo al “Capricorno”.
    Le mie esperienze nell’area del coaching si limitano ad una quarantina d’anni di contatti e relazioni professionali con imprenditori e aziende medio-piccoli.
    Onestamente nello scrivere l’articolo non mi sono posto domande semantiche e ferree autoanalisi sull’uso della parola “destino” come invece dottamente fa lei con una lezione ineccepibile sull’uso del Devoto-Oli.
    A lei probabilmente sarebbe piaciuto di più che io avessi usato la parola “vita” invece che “destino”.
    Non me ne faccia una colpa troppo grave e a distanza di tanto tempo le posso soltanto consigliare di dedicarsi a cose più importanti rispetto ad un “farneticare” di un francesco dolcino qualsiasi.
    Per inciso, a sua consolazione, non ho mai fatto l’astrologo.
    Un saluto cordiale

  • Cristina Volpi

    il tema è interessante, anche se con una parvenza di futilità. il coach si fa un’ipotesi della domanda che servirà al coachee, è lì il suo mestiere.
    il presupposto giocoso di questa rubrica mi pare il fatto che il segno zodiacale possa guidare nell’individuare -appunto- le domande che servono

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