Due personaggi di fantasia che nell’immaginario collettivo rappresentano la seduzione dell’inganno attraverso la vanità,

Ecco come nasce e si sviluppa questo tipo di doppio legame: in cui le relazioni non solo vengono strumentalizzate, ma coltivate proprio con questo obiettivo implicito e latente. Le persone coinvolte si sentono avvolte, ovattate, coccolate prima di finire soffocate tra salamelecchi e finti ammiccamenti.

Questa è  la manipolazione: uno stile comunicativo piuttosto popolare anche se difficilmente smascherabile, se non si è interlocutori allenati. Soprattutto perché a nessuno piace ammettere la fregatura, e quindi non si scambiano informazioni che aiuterebbero a difendersi.

 

Coloro che utilizzano quest’arte incantatoria celano il proprio obiettivo comunicativo in modo molto accurato, fingono un’alleanza relazionale per ottenere prestigio personale e vantaggi individuali, assolutamente non curanti dei bisogni altrui.

Nevrotizzati, sé autocentrati che rifiutano gli altri sé,  hanno un autentico interesse solo verso ciò che può essergli di beneficio.

Vi seducono e con la stessa forza vi sviliscono, costringendovi ad un’altalena di sentimenti difficili da decodificare.

Ci si sente talvolta un po’ storditi, un po’ come il ladro mano lesta che riesce ad incassare il vostro portafoglio senza che ve ne accorgiate: ecco, il bravo manipolatore è colui che riesce a farvi pensare e agire condizionandovi a tal punto da lasciarvi con la sensazione di aver perso qualcosa… come la vostra capacità di discernimento!

Non è di facile identificazione questo stile predatorio nella comunicazione. L’abilità del subdolo comunicatore, infatti, è innanzitutto quella di non essere assolutamente evidente, ma anzi di apparire molto piacevole, erudito, assolutamente un leale e ricercato interlocutore.

Esperto nelle tecniche teatrali e finzionale nelle dimostrazioni d’affetto, molto volubile, ma sempre attento nel mantenere una posizione di prestigio sociale.

 

Vi va di giocare un po’? Di seguito trovate un elenco di domande; rispondente sinceramente e verificate se siete inclini ad offrire al manipolatore un palco per il suo show:

  1.  Amate ricevere complimenti/incoraggiamenti
  2.  Siete spesso indecisi nel prendere decisioni
  3.  Chiedete spesso pareri anche su fatti molto personali
  4.  Anche chi non vi conosce, riesce spesso a farvi cambiare idea
  5.  Non amate le comunicazioni dirette
  6.  Vi attirano le chiacchiere altrui
  7.  Quello che pensano gli altri per voi è importante
  8.  Meglio una bella bugia che una triste verità
  9.  Spesso ponete in secondo piano i vostri bisogni rispetto a quelli altrui
  10. Vi capita di ricercare spesso negli altri comprensione
  11. Spesso subite relazioni asimmetriche
  12. Sentite frequentemente violata la vostra sfera personale
  13. Ammirate le persone dotate di alta autostima
  14. Vi capita spesso di pentirvi della fiducia che concedete agli altri
  15. E’ difficile per voi manifestare ciò che provate veramente
  16. Non sempre riuscite a cogliere i segnali deboli della comunicazione
  17. Anche se non è chiaro l’obiettivo dell’interlocutore non vi aspettate che vi possa nuocere
  18. La prima impressione è quella che conta
  19. Spesso vi fate sedurre da un bel sorriso e dalle buone maniere
  20. Cercate sempre di ottemperare alle aspettative altrui.

 

Se avete risposto Sì a più di 10 affermazioni è possibile che siate degli ottimi candidati per un abile manipolatore! E che spesso vi lasciate coinvolgere in relazioni non chiare, subendo il fascino di comunicatori piuttosto subdoli.

Ora analizzate le vostre risposte. Se rileggendole vi accorgete che l’idea che avete di voi stessi è quella di essere un pochino sprovveduti nei confronti di possibili affabulatori, bene! La consapevolezza è il primo passo per rinforzarsi: forza e coraggio, dotatevi di antidoti efficaci contro questi artifici comunicativi partendo da voi stessi!

Per approfondimenti, guarda  <Coaching e relazioni>

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Di Sara Di Giamberardino

Psicologa psicoterapeuta adleriana, lavora presso ATM di Milano dal 2005 nella Direzione Formazione Selezione Sviluppo e Organizzazione. Si occupa in particolare di progettare ed erogare interventi di formazione relazionale/ manageriale e di selezione delle figure professionali ricercate per i diversi ruoli aziendali. Collabora come volontaria con Dimensione Animale di Rho.