Le parole innovazione e cambiamento sono talmente usurate da sembrarci slogan vuoti. Però il cambiamento intorno a noi lo vediamo, dalle tecnologie ai prezzi al clima.

 tempo di lettura 2′

 Sempre più frequentemente i modelli di leadership delle aziende, a prescindere dal business e dal mercato di riferimento, includono competenze che inneggiano a valori di discontinuità e di originalità: dal coraggio decisionale, alla divergenza, al pensiero laterale, all’innovazione e alla creatività, alle idee disruptive, il panorama delle etichette di tendenza è davvero variegato.  

 Inoltre, qualora queste capacità non vengano menzionate nelle comunicazioni social e istituzionali, sembra quasi che un’azienda sia obsoleta, poco attrattiva o addirittura da snobbare. 

 Eppure…. 

 

 Quando si conversa con le persone che fanno parte degli stessi sistemi organizzativi, vivendo nel quotidiano processi, dinamiche e abitudini che di fatto rappresentano l’ambiente lavorativo,  si scopre che in realtà spesso si tratta solo di slogan che abbelliscono i ledwall o le pagine web, mentre dall’interno si incontrano ancora tanti scogli e resistenze rispetto al cambio di passo tanto acclamato. 

La coperta dell’innovazione risulta ineluttabilmente corta e non per un tema di budget.  

 

Se qualche persona temeraria o di buona volontà prova davvero a cambiare o mettere in discussione lo status quo, difficilmente riceve segnali di incoraggiamento o sponsorship, né tantomeno trova seguito attorno a sè. 

  •  Che cosa accade di preciso tra ciò che si proclama fuori  e ciò che avviene dentro  le organizzazioni? 
  •  Come si dipana questa matassa di paradossi che spesso genera solo ulteriore frustrazione e scoramento? 
  •  Se è vero che il toro va preso per le corna, qual è il vero toro e dove si insinuano le sue corna? 

 

 La realtà è che non bastano cabine di regia per disegnare i modelli culturali ideali da diffondere a cascata premendo un clic. Pertanto, spesso si assiste a task-force, eventi residenziali, hackathon o tavoli di lavoro che, gioco-forza, tentano di dare struttura a quanto le strategie HR intendono perseguire. 

 

 Se è vero che la strada del cambiamento è lastricata di buone intenzioni, è altrettanto importante riconoscere (ahimé) che per mettere a terra ciò che è divergente e fuori dagli schemi, sembra che non ci si riesca se non attraverso altri schemi, rendendo il tutto ancora più contraddittorio. 

 

 Per riuscire a uscire dagli schemi servono altri schemi… 

E tutto questo fa riflettere.

________

Giovanna Golia partecipa alle Dirette di CoachingZone del 16 e del 23 settembre 2024, proprio sui temi che girano intorno a queste contraddizioni e all’illusione che il cambiamento sia una cosa facile

IN BILICO FRA ORA E NON ANCORA

LA STRADA SENZA SE E SENZA MA

creative-common

Di Giovanna Golia

Mi occupo da oltre 25 anni di consulenza HR, coaching, training, facilitazione, assessment, leadership development. Supporto persone, team e aziende a connettere i punti cruciali per esprimere la migliore versione di sé