L’episodio recente di un incidente stradale causato dal pilota automatico porta a fare delle riflessioni in materia di etica e responsabilità. Sia sul fatto in sé, che ha avuto conseguenze mortali, sia sulla metafora rappresentata dal pilota automatico come aiuto esterno, come coach meccanico.

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L’autovettura senza pilota è più sicura ed eticamente corretta di quella guidata dall’uomo?

La tecnica offre sempre maggiori aiuti allo svolgimento dei processi umani, inglobando pezzi di intelligenza decisionale. Automatizzando, si cerca di contenere l’arbitrarietà discrezionale del singolo individuo e la probabilità di errori. Apparentemente si risolve un problema. Ma si apre un dilemma etico sull’autonomia della persona che vuol scegliere e sulla sua responsabilità nella decisione.

Il processo di guida di un veicolo è una delle applicazioni attualmente in maggior sviluppo. L’obiettivo dell’auto senza guidatore sembra a portata di mano, tecnicamente, ma fa emergere qualche problema etico: chi decide i criteri di corretto comportamento nella guida?

Ad esempio, di fronte a un improvviso ostacolo sulla carreggiata (un animale, un pedone o un qualsiasi ingombro), il guidatore medio sceglie istintivamente di sterzare bruscamente per evitare l’impatto, anche se questo può costituire un rischio per l’incolumità del guidatore stesso. Fa bene? Difficile da giudicare. Spesso la valutazione varia a posteriori, in funzione dell’esito della manovra.

In casi di scelta tra due opzioni che creano danni, qual è l’alternativa da considerare migliore? Chi può decidere quale sia il male minore? In un processo automatizzato, l’autonomia di scelta è condizionata dalle impostazioni assegnate al mezzo in base a valutazioni pregresse (fatte da chi?).

 

In generale, gli sforzi di miglioramento di un processo seguono due possibili strade: la strategia di sostituzione, cioè la surroga di tutto l’intervento dell’utente, oppure la strategia di supporto, che aiuta il protagonista a decidere consapevolmente lasciandogli il margine discrezionale.

Il progettista è sempre tentato di forzare l’alternativa giusta, a suo giudizio corretta, con un atteggiamento paternalistico che presuppone ingenuamente di aver chiaro tutte le variabili della situazione. Molte volte ha effettivamente ragione. Ma non sempre.

 

Anche nei processi di coaching e counseling ci si trova spesso ad affrontare lo stesso dilemma.

Quando la relazione di aiuto si concentra sulla soluzione più che sul soggetto utente, si cede alla tentazione di preferire la bontà presunta di un risultato piuttosto che far crescere la capacità dell’utente partendo dalle sue attuali imperfezioni e carenze oggettive. L’aiuto generoso sempre più intenso e invasivo può arrivare al plagio. Dov’è il confine?

L’etica del consulente deve privilegiare l’apprendimento, e quindi la strategia di supporto che prevede di lasciare all’utente la libertà e il diritto di fare scelte discrezionali, non considerabili ottimali. La segnalazione preventiva di possibili rischi e la riflessione a posteriori su eventuali esiti negativi sono gli strumenti chiave del ruolo di coach e counselor.

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Di Claudio Antonelli

Claudio Antonelli è consulente di Sviluppo Organizzativo, Pianificazione e Controllo Direzionale. Ha sviluppato la competenza collaborando con società di consulenza nazionali e internazionali. S’ispira all’approccio socio-tecnico e persegue lo sviluppo organico come processo di apprendimento organizzativo. Negli ultimi anni si è focalizzato sul tema della sostenibilità nelle imprese, partendo dall’etica nel lavoro professionale. E’ incaricato di docenza al Politecnico di Milano in seminari su Etica della Professione. E’ molto attivo nel mondo dell’associazionismo professionale. E’ Presidente di PIU’ Professioni Intellettuali Unite, Vice Presidente di Confassociazioni dove ha anche l’incarico di Presidente del Comitato Scientifico. In passato è stato per molti anni Presidente dell’associazione professionale italiana dei Consulenti di Direzione e Organizzazione. Ha scritto sei libri, di cui il più recente è: ETICA pane quotidiano - Concetti chiave e linee guida di sviluppo comportamenti etici nella professione Franco Angeli Editore