L’empatia è certamente un valore positivo. Sul piano professionale e su quello personale. Per avere una visione consapevole e non mitica, occorre conoscerne anche i limiti, perché non c’è medaglia (anche d’oro) che non abbia un rovescio.

Il professor Adam Waytz ha condotto una ricerca sui limiti dell’empatia e i suoi possibili risvolti negativi. Harvard Business Review  ha pubblicato un suo articolo con alcune risultanze dell’indagine. Tra queste ce n’è una che può apparire sorprendente.

Un eccesso di empatia può influenzare e distorcere il giudizio etico. In una cerchia ristretta di persone molto legate da empatia e da fiducia reciproca  (clan, famiglia, partito, gruppo amicale) si diffondono più facilmente atteggiamenti di tolleranza verso le trasgressioni e di copertura delle responsabilità nelle infrazioni alle norme etiche. Il gruppo empatico protegge i partecipanti del proprio team (i nostri) e li difende anche in caso di torto (corporativismo)

Si può quindi arrivare al paradosso che il valore positivo dell’empatia diventi un fattore di devianza sociale, di contravvenzione dei codici etici.

 

Calma, non allarmiamoci, non si tratta di sovvertire il giudizio. Dobbiamo solo trattare la questione con prudenza. E’ un pericolo in caso di eccesso, proprio per questo è bene esserne consapevoli e saggi nella gestione del fenomeno. In prima persona come manager e come cittadini, indirettamente come coach e consulenti.

A prima vista sembra arduo digerire questo argomento, però… pensiamoci. E vale la pena di approfondire a livello personale.

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Di Claudio Antonelli

Claudio Antonelli è consulente di Sviluppo Organizzativo, Pianificazione e Controllo Direzionale. Ha sviluppato la competenza collaborando con società di consulenza nazionali e internazionali. S’ispira all’approccio socio-tecnico e persegue lo sviluppo organico come processo di apprendimento organizzativo. Negli ultimi anni si è focalizzato sul tema della sostenibilità nelle imprese, partendo dall’etica nel lavoro professionale. E’ incaricato di docenza al Politecnico di Milano in seminari su Etica della Professione. E’ molto attivo nel mondo dell’associazionismo professionale. E’ Presidente di PIU’ Professioni Intellettuali Unite, Vice Presidente di Confassociazioni dove ha anche l’incarico di Presidente del Comitato Scientifico. In passato è stato per molti anni Presidente dell’associazione professionale italiana dei Consulenti di Direzione e Organizzazione. Ha scritto sei libri, di cui il più recente è: ETICA pane quotidiano - Concetti chiave e linee guida di sviluppo comportamenti etici nella professione Franco Angeli Editore