Negli articoli precedenti è stato costantemente evidenziato come tutti noi abbiamo vissuto oppure stiamo vivendo delle situazioni conflittuali con gli amici, in famiglia o nell’ambiente di lavoro con i colleghi.

Sono i conflitti relazionali, un’esperienza che può costare (e certamente costa) in termini emotivi ma che non possiamo non definire un’esperienza comune.

Meno evidenti, forse perché siamo molto bravi a negarli o a nasconderli, sono i conflitti che abbiamo con noi stessi: i conflitti interiori, esperienza altrettanto comune e non meno costosa emotivamente.

 

Come si genera un conflitto interiore?

Senza la presunzione di voler esaurire la gamma delle motivazioni che possono accendere tale conflitto, l’esperienza professionale maturata mi permette di evidenziare quelle che più frequentemente lo generano.

Esse sono:

  • le credenza limitanti;
  • la paura del cambiamento;
  • la generalizzazione;
  • la compiacenza;
  • la paura del giudizio altrui.

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Le credenze limitanti possono riguardare noi stessi, la nostra identità e le nostre capacità.

Queste credenze generano un conflitto interiore perché creano i presupposti di un corto circuito comunicazionale in cui ci sono continui duelli di domande come:

  • “Mi interessa realmente oppure è solo curiosità?”  
  • “Ne vale la pena tentare oppure è evidentemente troppo rischioso?” 
  • “Se sono convinto di non riuscire perché dovrei ambire a quella opportunità?”

Riguardano, quindi, ciò che secondo noi possiamo o non possiamo fare, dire o non dire, riuscire o non riuscire, ecc.

 

Un’altra causa di conflitto interiore è riconducibile alla paura del cambiamentoun tema molto sentito da ognuno di noi. Perché frequentissime sono le occasioni in cui, ad esempio, se ci capita un’opportunità di cambiare la casa, il lavoro, il nostro impiego, proviamo, prima di tutto, la paura di fare il cambiamento e poi spendiamo molte energie per aggrapparci alla nostra zona di confort.

Il duello, sempre presente a livello di dialogo interiore, è tra ciò che conosciamo e l’attrazione per una possibilità, uno spazio inedito.

  • “Mi piacerebbe cambiare lavoro. Ma se poi perdo i vantaggi e le comodità di quello che ho?

 

Anche il fenomeno della generalizzazione trova ampio spazio nel campo delle cause dei conflitti interiori.

Generalizziamo tutte le volte che prendiamo un’esperienza negative del passato (ad esempio quando non siamo riusciti in qualcosa, quando non abbiamo realizzato un progetto, ecc…) e la riportiamo nel presente come se dovesse essere sempre così.

  • “Non ho superato l’esame, forse non è il caso riprovarci”.
  • “Il mio principale mi ha pesantemente criticato un lavoro in cui ho dato tutto, quindi non serve impegnarsi così tanto”.

 

La compiacenza. Nelle dinamiche relazionali la maggior parte di noi tende ad oscillare tra due opposte modalità. Le sfumature esistono sempre ma c’è chi, in costante conflitto con l’altro, tende a prevaricarlo, nella convinzione che solo imponendosi con la forza possa essere visto ed ascoltatoe c’è chi, al contrario, si preoccupa sempre di piacere agli altri perché teme di venire abbandonato, escluso, deriso, rifiutato.

Essere compiacenti, quando si teme il conflitto, significa indossare una maschera (quella del buono) con la quale ci si allinea, per timore, alle aspettative, alle attese positive proiettate da coloro con cui entra in relazione. Determinando, contestualmente, un dissenso interiore, evidente, che tuttavia soccombe.

 

Tema in stretto collegamento con il precedente è la paura del giudizio altrui.

Il timore di non essere accettati da un gruppo o anche in un contesto relazionale più limitato porta spesso ad aderire, senza esitazione, ad una serie di condizioni  imposte appunto dal gruppo o dall’altro.

Questo tipo di pressione, per alcuni, può diventare talmente forte ed importante da far dimenticare, a volte, anche i nostri valori più autentici ed i nostri bisogno più essenziali.
Più ci avviciniamo agli altri e più sentiamo aumentare il conflitto  d’identità.

Nel prossimo articolo metteremo in luce alcune possibili strategie di gestione dei conflitti interiori anticipando, fin da ora, che risulterà fondamentale percepire una difficoltà come un modo nuovo di essere noi stessi.

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Di Gabriele Salvini

Giurista d’impresa e Mediatore dei conflitti da oltre 15 anni, con passione e determinazione affianca le persone e i team nel gestire e trasformare le situazioni conflittuali in opportunità di evoluzione personale grazie agli strumenti del life coaching.