Coaching, culture, religion
C'è un angolo cieco nel dibattito sulla formazione e sul coaching interculturale. Non si parla quasi mai di religione
persone e desideri, competenze fra passioni e metodi
Come in tutte le professioni, la base etica di riferimento è cruciale.
Distingue il praticone dal professionista, tutela il cliente dall’asimmetria nel rapporto con il suo coach o counselor.
E’ l’equivalente del biglietto da visita, di un filo conduttore. La prima domanda che chi cerca un coach dovrebbe fare ai possibili candidati.
C'è un angolo cieco nel dibattito sulla formazione e sul coaching interculturale. Non si parla quasi mai di religione
Il cliente, l’amico che non dubitano mai: di sé, di quel che dicono, di quello che chiedono a chi sta intorno
La dipendenza dai device tecnologici di ognuno di noi: dipendenza socialmente accettata, addirittura rinforzata
Stiamo cambiando. Desertificandoci. A livello profondo, di personalità; riguarda gli individui e le relazioni che intrecciamo.
Per un coaching al di là di obiettivi settoriali, performances più o meno modaiole, programmi eterodiretti, apparenze effimere
Equità. Con Status, Certezza, Autonomia e Relazione, le cose che ci fanno stare bene. Da garantire agli altri perché stiano bene con noi