Ingredienti del mentoring

Ingredienti del mentoring

Gli strumenti di una pratica antica, difficile da esercitare senza una preparazione specifica: fatta di etica, di metodologie, di supervisione

Abbiamo visto, nel post precedente <Benefici del mentoring>, che ci sono molti benefici della relazione di mentoring,

  • sia per la coppia menteementor
  • sia per le organizzazioni, che possono aprire la loro cultura interna grazie al mentoring organizzato in programmi.

In questo post esamineremo quali sono gli ingredienti base di una relazione di mentoring proficua, cominciando con il dialogo che si instaura tra i protagonisti. Quello è uno strumento essenziale del processo di sviluppo. Non si tratta di una banale chiacchierata ma invece di una conversazione potente, ovvero uno scambio che dà da riflettere al mentee (ma anche al mentor) e che potrà avvenire man mano che il rapporto si costruisce e che la fiducia tra le parti si installa.

Lo strumento fondamentale tuttavia è il mentor stesso.

In effetti, per compiere il suo ruolo, il  mentor deve saper usare le sue conoscenze e la sua esperienza senza interferire nel processo di costruzione mentale del mentee. Vale a dire che il mentor non fa da consulente al mentee, dandogli soluzioni predefinite. Al contrario, il compito del mentor consiste nel favorire la consapevolezza del mentee riguardo alle relazioni tra il contesto e il proprio mondo interiore, per consentire a questo di decidere cosa lui stesso vuole fare.

Il mentor è colui che è in grado di reprimere l’impulso di dare consigli in base al proprio vissuto e di accogliere scelte diverse da parte del mentee. L’esperienza del mentor sarà usata per quanto è ritenuta utile al mentee. Per questo, il mentor deve capire cosa precisamente della sua esperienza serve condividere e individuare il momento giusto per farlo, con l’intenzione di dare un impulso strategico al mentee.

Altri ingredienti fondamentali sono gli skill specifici del mentor usati nella relazione di mentoring quali:

  • la presenza, cioè la capacità di essere in relazione, qui e ora, focalizzandosi sul mentee
  • l’ascolto attivo, ovvero la capacità di cogliere il messaggio della comunicazione e comunicare all’altro questa comprensione (con la riformulazione per esempio)
  • saper fare delle domande potenti (ossia domande che danno da pensare)
  • dare feedback in modo costruttivo (cioè per creare nuova consapevolezza)
  • responsabilizzare il mentee con benevolenza, incoraggiarlo e sostenerlo
  • capacità di accogliere la persona del mentee così com’è, senza giudicarlo, è essenziale alla relazione di mentoring. La possiamo definire come l’apertura del mentor. Consentirà di sviluppare fiducia nel mentee e di renderlo  fiducioso nelle proprie decisioni e azioni.

Essere un mentor non è così evidente, ma dà molte soddisfazioni.

 

Alla riuscita della partnership partecipa in gran parte il mentee . Da lui, si aspetta un forte desiderio di crescita, la capacità di accogliere il feedback costruttivo del mentor, l’apertura a nuove prospettive e al cambiamento. Il mentee si dovrà impegnare nella relazione di mentoring poiché senza questo impegno, non c’è possibilità di crescita per lui.

emmcc2In breve, non si entra in una relazione di mentoring impreparati. Per questo, EMCC ha definito standard di competenze per i mentor e per i programmi di mentoring.

#MentoringWeekIt

 

Isabelle Alpi
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